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Denis Diderot
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mwbaDenis Diderot (Langres, 5 ottobre 1713Parigi, 31 luglio 1784) è stato un filosofo, critico d'arte, enciclopedista, scrittore e drammaturgo francese, uno dei massimi rappresentanti dell'Illuminismo e uno degli intellettuali più rappresentativi del XVIII secolo.

Era amico e collaboratore di mwbwVoltaire e del mwcabarone d'Holbach, col quale scrisse numerose opere anonime di intonazione antireligiosa e mwcqanticlericale.cite-ref-fusaro3-1-0[1]

Fu promotore, direttore editoriale ed editore dellmwdw'mweamweqEncyclopédie, avvalendosi inizialmente dell'importante collaborazione di mwegd'Alembert, che però alle prime difficoltà con la censura (dopo la condanna del testo mwewDe l'esprit di mwfaHelvétius, anch'egli collaboratore) si ritirerà.

Sarà Diderot, dirigendo l'opera e scrivendo circa 5mwfg 000 voci, spesso anonime, che porterà avanti l'impresa quasi da solo, grazie a vari finanziamenti,cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] sino all'uscita degli ultimi volumi nel 1772.

Oltre al colossale lavoro enciclopedico e alle pubblicazioni anonime per aggirare la censura, Diderot scrisse numerose opere filosofiche e teatrali, romanzi, articoli e saggi su disparati argomenti, occupandosi di arte, storia, politica e società.cite-ref-cronologia2-4-0[4]

Contents

Opere
Note
Studi

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Biografia

Origini familiari e formazione

La famiglia, borghese e cattolica, relativamente benestante, avrebbe voluto avviarlo alla carriera ecclesiastica o a quella giuridica, ma il giovane Denis non pareva interessato né all'una né all'altra.cite-ref-cronologia2-4-1[4] Il padre era Didier Diderotcite-ref-didier-5-0[5], fabbricante di coltelli e ferri chirurgicicite-ref-6[6], sposato con Angélique Vigneron.cite-ref-vigneron-7-0[7]cite-ref-cronjacq3-8-0[8] Denis portava il nome del nonno. Aveva due fratelli: Didier-Pierre, poi sacerdote e canonico della cattedrale di Langres e Angélique che, diventata suora, morirà giovane in convento, probabilmente suicida: una tragica figura che Diderot riprenderà nel romanzo mwqamwqqLa monaca.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] Dopo aver studiato presso il collegio mwsggesuita della città natale, e aver effettuato anche la mwswtonsura (il rito del taglio di capelli per entrare nell'ordine), lasciò la vita clericale contro la volontà paterna, e si trasferì a mwtaParigi per iscriversi all'mwtqUniversità, dove ottenne il mwtgbaccalaureato. Ne uscì nel 1732, con il titolo di mwtwmwuamagister artium, una laurea abbastanza generica e quindi relativamente carente per una specializzazione professionale.cite-ref-fusaro3-1-1[1]cite-ref-cronologia2-4-2[4]cite-ref-cronjacq3-8-1[8]

L'attività letteraria e filosofica

Sprovvisto di un preciso indirizzo di carriera, Diderot inizialmente lavorò per un periodo nello studio di un mwxwprocuratorecite-ref-cronologia2-4-3[4] e in seguito si adattò ai più diversi lavori; studiò greco e latino, medicina e musica, guadagnandosi da vivere come traduttore ed entrando così in contatto con autori e idee da cui trasse ispirazione.cite-ref-cronologia3-11-0[11]

Fu anche scrivano pubblico e precettore, frequentando, come molti altri giovani anticonformisti, i mwbqsalotti e i mwbgcaffè letterari in cui circolavano le idee illuministiche e mwbwlibertine. Il suo spirito vulcanico e decisionista doveva farne un leader del movimento illuministacite-ref-fusaro3-1-2[1] e non a caso è di questo periodo la segnalazione alla polizia, che nel 1748 lo schederà come "giovane pericoloso" per le sue idee blasfeme e contro la religione.cite-ref-cronologia5-12-0[12]cite-ref-cronjacq4-13-0[13]

A Parigi conobbe, nel 1742, un altro provinciale come lui, il ginevrino mwfqJean-Jacques Rousseau, con cui costruì un intenso quanto burrascoso rapporto. Il sodalizio tra alti e bassi si romperà a un certo punto perché Rousseau si sentì "tradito" dagli amici illuministi che non condividevano le sue idee e i suoi atteggiamenti.cite-ref-fusaro3-1-3[1]cite-ref-cronologia2-4-4[4] Dal 1742 al 1745 traduce dall'inglese il mwhgDizionario medico di mwhwRobert James.cite-ref-14[14] Nel 1745 incontrò per la prima volta mwjaCondillac; nello stesso anno tradusse il mwjqSaggio sulla virtù e sul merito di mwjwAnthony Ashley Cooper, III conte di Shaftesbury, del quale ammirò le idee di mwkatolleranza e di libertà. In seguito, assieme agli scrittori e traduttori mwkqFrançois-Vincent Toussaint e a mwkgMarc-Antoine Eidous, lavorò alla versione francese del mwkwDictionnaire universel de medicine (mwlaParigi 1746-1748) del medico inglese mwlqRobert James.cite-ref-cronologia6-15-0[15]

Risentono di questi rapporti culturali i suoi mwmwPensées philosophiques (mwnamwnqPensieri filosofici) del 1746, di intonazione mwngdeista, mwnwLa sufficienza della religione naturale e mwoqLa passeggiata dello scettico del 1747; tutte opere aspramente critiche verso la mwowsuperstizione e l'intolleranza.cite-ref-cronologia2-4-5[4]cite-ref-cronjacq3-8-2[8] Il mwraParlamento di Parigi condannò i mwrqPensieri, pubblicati anonimo, a mwrgessere bruciati.cite-ref-cronologia2-4-6[4] Risalgono al 1748 il romanzo mwswlibertino mwtamwtqI gioielli indiscreti e al 1749 la mwtgmwtwLettera sui ciechi ad uso di coloro che vedono di intonazione mwuasensista e mwuqmaterialista.cite-ref-cronologia2-4-7[4]cite-ref-fusaro4-16-0[16]

Già questa prima rassegna di titoli, a cui vanno aggiunti anche alcuni saggi di mwwwmatematica, lascia intravedere due caratteristiche fondamentali della personalità intellettuale del filosofo, vale a dire la vastità dei suoi interessi - che spaziarono dalla mwxafilosofia alla mwxqbiologia, dall'mwxgestetica alla mwxwletteratura - e la flessibilità dei generi di scrittura da lui praticati, particolarmente congeniale al carattere mobile, aperto e dialogico del suo mwyapensiero, nonché la sua propensione alla catalogazione dei vari rami del sapere.cite-ref-fusaro3-1-4[1]cite-ref-cronologia2-4-8[4]cite-ref-cronjacq3-8-3[8]

In questo periodo, con l'editore mw1gAndré Le Breton, comincia a prendere forma il progetto dell'Encyclopédie. Diderot frequenta il salotto di mw1wmadame Geoffrin, assieme a mw2aVoltaire e mw2qd'Alembert.cite-ref-cronologia2-4-9[4]cite-ref-cronjacq3-8-4[8]

L'arresto e la prigionia a Vincennes

Incarcerato nel mw5acastello di Vincennes per la mw5qmw5gLettera sui ciechi ad uso di coloro che vedono, un vero e proprio manifesto dell'mw5wateismo, dove Diderot aveva fra l'altro ripreso alcuni passi degli scritti del prete-ateo mw6aJean Meslier (1664-1729), poi pubblicati e revisionati da mw6qVoltaire, trascorrerà centotré giorni di prigionia piuttosto blanda (grazie a mw6gMadame du Châtelet, la compagna di Voltaire, che era parente del direttore del carcere, ebbe anche dei permessi di uscita), dal 22 luglio al 3 novembre 1749cite-ref-fusaro3-1-5[1]cite-ref-cronologia2-4-10[4]. Oltre che per la mw8wLettera, fu arrestato anche come sospetto di aver scritto un "noto mw9aromanzo libertino" e cioè mw9qmw9gThérèse philosophe, solitamente attribuito a mw9wJean-Baptiste Boyer d'Argens o altri (si veda anche il mw-aparagrafo sul rapporto col libertinismo). Nello stesso anno (1748) aveva dato alle stampe un altro romanzo libertino e filosofico, anonimo, dal titolo mw-qmw-gI gioielli indiscreti.

La mwaqiLettera sui ciechi sarà invece inviata anche a Voltaire, che l'apprezzerà, pur non condividendo la tendenza materialista di Diderot.cite-ref-cita-noetico-60-noetico-harv-s-17-0[17] Diderot fu liberato dopo aver firmato una "lettera di sottomissione"cite-ref-18[18] e anche per le intercessioni di alcuni amici presso le autorità di sicurezza (e con tutta probabilità per l'influenza della favorita del re mwaqsLuigi XV, mwaqwmadame de Pompadour, amica personale di Diderot e Voltairecite-ref-19[19]); dovette però restare per un periodo in mwarelibertà vigilata.cite-ref-cronologia2-4-11[4]cite-ref-cronjacq3-8-5[8]

Cercherà anche di attribuire i mwarsPensieri alla sua amica ed ex amante Madame de Puisieux, ma poi dovette ammettere di averli scritti e promettere per iscritto di non scrivere più «contro la religione e la morale»cite-ref-cronjacq3-8-6[8]; da allora, per molto tempo, si limitò a esporre gli argomenti più pericolosi del suo pensiero velatamente o in maniera superficiale o ricorrendo a inserirli nelle voci dell'Enciclopedia meno sospette. In seguito pubblicherà solo in forma anonima o sotto pseudonimi gli articoli più scomodi, oppure parteciperà con altri come mwasaJacques-André Naigeon (costui era un artista e scultore inizialmente coinvolto in articoli tecnici dell'Enciclopedia, in seguito instancabile propagatore di scritti antireligiosi) alla curatela delle mwaseopere materialistiche sotto pseudonimi del mwasibarone d'Holbach.cite-ref-20[20]

Si racconta che mentre andava a trovare Diderot in prigione a piedi, durante questo periodo, Rousseau ebbe l'idea della sua prima opera, il mwasgmwaskDiscorso sulle scienze e le arti, che rimarrà legata nell'aneddotica a questa particolare circostanza.cite-ref-cronologia2-4-12[4]cite-ref-21[21] Nello stesso anno, dopo 14 anni, Diderot si riappacificò col padre che aveva condannato la sua vita giovanile spregiudicata e gli aveva tolto una modesta pensione di sopravvivenza.cite-ref-cronjacq3-8-7[8]

Il matrimonio e la relazione con Volland

La vita privata di Diderot fu intensa e libera, focalizzata intorno a centri affettivi di grande importanza come la famiglia. Sposatosi nel 1743 con la mwatwcamiciaia Antoinette Champion (1710-1796) detta mwat4Nanettecite-ref-antoinette-22-0[22], che si rivelerà un'ottima amministratrice dell'economia domestica, ed ebbe dal matrimonio quattro figli, dei quali gli sopravvisse solo l'amatissima figlia quartogenita Marie-Angéliquecite-ref-angelique-23-0[23] (1753-1824), chiamata col nome della madre e della sorella di Diderot; i tre figli nati in precedenza, la primogenita chiamata anch'essa Angélique in onore della nonna, e i due maschi, François-Jacques-Denis e Denis-Laurent, morirono tutti pochi mesi dopo la nascita.cite-ref-cronologia4-24-0[24] Il padre Didier era fortemente contrario al matrimonio, e minacciò di diseredarlo (si rinconciliarono solo grazie alla mediazione di Antoinette stessa) se non si fosse fatto mwausabate, come lui voleva. Riuscì con uno stratagemma a far rinchiudere il trentenne Diderot nel convento locale, per impedirne il matrimonio, ma lui fuggì dalla finestra e andò alla cerimonia.cite-ref-25[25]

A partire dal 1756 ebbe con l'amica e amante mwaveSophie Vollandcite-ref-fusaro3-1-6[1]cite-ref-sophie-26-0[26]cite-ref-27[27] una relazione sentimentale e intellettuale della quale ci resta un mwav4epistolario biografico, letterario e storico di grande valore.cite-ref-cronjacq4-13-1[13]cite-ref-cronologia4-24-1[24]cite-ref-28[28] Il rapporto amoroso con Sophie, una donna molto diversa sia dall'amante Madeleine de Puisieux (1720-1798) - una scrittrice moralista e femminista che Diderot aveva incontrato nel 1745 - sia dalla moglie Antoinette - di livello inferiore come istruzione e interessata, più che al perseguimento degli ideali, alle faccende pratiche dell'esistenza che assicurassero una vita agiata (al punto che in età avanzata lo scrittore diceva che Nanette "inveiva tutto il giorno"cite-ref-29[29]) - fu molto importante per Diderot, che scoprì il vero sentimento dell'amore e trovò in lei una confidente e consigliera che gli fu vicina per tutta la vita.cite-ref-cita-noetico-65-noetico-harv-s-30-0[30] Di Sophie non è rimasto alcun ritratto, ma solo alcune notazioni che dicono che portava gli occhiali e che aveva «la menotte sèche», delle "manucce magre" («Je baise votre front, vos yeux, votre bouche et votre menotte sèche qui me plaît tout autant qu'une potelée...») e che era dotata di un'accurata cultura scientifica e filosofica che destò l'ammirazione di Diderot.cite-ref-31[31]

L'enciclopedia e il circolo del barone d'Holbach

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L'un compito è proprio del genio che crea, l'altro della perspicacia che perfeziona.»

(D. Diderot, Interpretazione della naturacite-ref-32[32])

Dal 1745 Diderot fu coinvolto attivamente nell'ambizioso progetto dellmwaym'mwayqEncyclopédiecite-ref-cronologia2-4-13[4], di cui diverrà due anni dopo direttore, con d'Alembert condirettore per la parte matematica.cite-ref-cronjacq3-8-8[8] L'editore mway0André Le Breton e i suoi tre soci in affari, David, Durand e Briasson, ottennero un privilegio reale di venti anni per pubblicare un Dizionario Universale delle Arti e delle Scienze, tradotto dalla mway4mway8Cyclopaedia dell'inglese mwazaEphraim Chambers. La direzione editoriale venne affidata all'abate mwazeGua de Malves, dell'mwaziAccademia delle scienze. Tra i collaboratori vennero scelti Diderot e d'Alembert. Nell'ottobre del 1747, Gua de Malves abbandonò l'incarico a favore di Diderot e d'Alembert, nominato condirettore.cite-ref-cronenc-33-0[33]

Di quest'opera, che lo occuperà instancabilmente per il successivo ventennio, Diderot sarà il più infaticabile artefice: egli scorgeva in essa un'irrinunciabile battaglia politica e culturale che sostenne pressoché da solo, dopo la mwazwdefezione di mwaz0Jean d'Alembert nel 1759, a causa della persecuzione dei mwaz4philosophes dovuta alla sentenza di condanna contro mwaz8L'esprit di mwaaaHelvétius.cite-ref-fusaro3-1-7[1]cite-ref-cronjacq3-8-9[8] Per Diderot, a differenza di quanto pensava Voltaire, l'Enciclopedia doveva servire a diffondere il sapere all'esterno della tradizionale cerchia culturale, come una nuova «mwaakpaideia», un'educazione per il popolo, non solo per nobili e alto-borghesi.cite-ref-34[34]

Viceversa, Diderot non darà in genere circolazione pubblica ai propri scritti, molti dei quali rimarranno quindi del tutto sconosciuti al di fuori della ristretta cerchia dei filosofi, per venire pubblicati solo dopo molti decenni dalla sua morte (alcuni addirittura dopo la mwabuseconda guerra mondiale).cite-ref-cronologia2-4-14[4]cite-ref-cronjacq3-8-10[8]cite-ref-35[35] Nel 1751 Diderot e d'Alembert avevano ricevuto, da mwaciFederico II di Prussia, la nomina di membri dell'Accademia di Berlino.cite-ref-cronologia2-4-15[4]

Diderot, da questo periodo in poi, partecipò anche alla stesura o alla revisione delle opere, pubblicate anonime, del mwacgbarone d'Holbachcite-ref-cronologia2-4-16[4], animatore di un circolo culturale scettico e materialista, ma frequentato da personalità di diverso tipo.cite-ref-cronjacq3-8-11[8] Assieme al barone (autore principale e a cui i libelli sono generalmente attribuiti dalla critica), allo stretto collaboratore di quest'ultimo mwadeJacques-André Naigeon e a mwadiLouis de Jaucourt, già eminente partecipante all'Encyclopédie, Diderot stenderà o contribuirà a diversi saggi antireligiosi e anticlericali (come mwadmIl sistema della natura, mwadqIl buon senso e mwaduIl cristianesimo svelato), che d'Holbach faceva poi pubblicare in segreto e circolare grazie alle sue conoscenze personali e all'ingente patrimonio di famiglia. Come buona parte delle opere diderottiane più sovversive, anche queste circolarono clandestinamente e gli furono attribuite, nelle parti in cui vi lavorò, solo molto tempo dopo la morte del filosofo e di quella di d'Holbach.

Problemi con la censura

Nel 1752, l'abbé de Prades, uno dei redattori dell'Enciclopedia, venne accusato dalle autorità ecclesiastiche di promuovere il mwadgmaterialismo mwadkateo e dare adito ai sovvertitori della società.cite-ref-cronenc-33-1[33] Una sentenza del Consiglio del Re proibì e condannò al macero i due volumi pubblicati.cite-ref-cronenc-33-2[33] Diderot, con il supporto di mwaeiMalesherbes (giurista illuminista e futura vittima della mwaemRivoluzione francese in quanto avvocato di mwaeqLuigi XVI), direttore della Biblioteca reale (equivalente del Ministero della Cultura), riuscirà a ottenere un nuovo privilegio reale, con una discreta libertà di pubblicazione, che durerà fino al 1759, grazie all'intervento della Pompadour presso il re.cite-ref-cronologia2-4-17[4]cite-ref-cronjacq3-8-12[8] La pubblicazione riprese nel mese di novembre 1753.cite-ref-cronenc-33-3[33] D'Alembert si dimise da condirettore, ma tornò dopo pochi mesi per dedicarsi interamente agli articoli di mwafefisica e mwafimatematica.cite-ref-cronenc-33-4[33]

A parte il periodo di Vincennes, Diderot si dedicò infaticabilmente all'Enciclopedia; il Prospetto, scritto da lui stesso e considerato il manifesto programmatico degli Enciclopedisti, lanciò una sottoscrizione per la vendita dell'opera.cite-ref-cronenc-33-5[33] Il progetto riprese l'"Albero della conoscenza umana" di mwagqFrancesco Bacone, innescando subito una polemica con i mwagugesuiti che espressero la loro opposizione perché secondo loro, era diretto contro la Chiesa e la morale cristiana. Abbastanza rapidamente, infatti, il papa, i mwagygiansenisti e i gesuiti si ritrovarono insieme contro l'opera.cite-ref-cronenc-33-6[33]

Appartengono a questo periodo - oltre alla pubblicazione dellmwaha'mwaheEncyclopédie che si concluderà definitivamente solo nel 1772 - altre importanti opere, tra cui si possono ricordare i fondamentali saggi filosofici mwahiL'interpretazione della natura (1753) e il mwahqSogno di d'Alembert (1769), i romanzi mwahymwahcLa monaca (1760) e mwahgmwahkJacques il fatalista e il suo padrone (1773), il dialogo mwahomwahsIl nipote di Rameau (1762); le opere teatrali mwahwmwah0Il figlio naturale (1757) e mwah4Il padre di famiglia (1758), nonché il trattato mwaiaLa poésie dramatique, mentre il mwaiimwaimParadosso sull'attore è ancora oggi una delle opere più importanti sull'arte della recitazione.cite-ref-fusaro3-1-8[1]cite-ref-cronjacq3-8-13[8]

Litigio con Rousseau

Nel 1756 incontra di nuovo Rousseau, prima che quest'ultimo - a causa dell'articolo enciclopedico sulla sua città, mwai4Ginevra - litighi, sentendosi offeso, prima con gli autori dello scritto, d'Alembert e Voltaire (che era stato poco prima cacciato dalla città svizzera), e poi con Diderot stesso, rompendo ogni rapporto con gli enciclopedisti.cite-ref-cronjacq3-8-14[8]cite-ref-36[36]cite-ref-37[37] Da allora sia Voltaire (che lo bersagliò di satire e mwajsmwajwpamphlet) sia Diderot ostacolarono la circolazione delle opere del ginevrino, in particolare quelle autobiografiche, e Rousseau diverrà ancora più paranoico.cite-ref-cronologia3-11-1[11]cite-ref-posthume-38-0[38] Già precedentemente Diderot aveva litigato con Rousseau per il rifiuto di presentarsi al re che voleva concedergli un vitalizio in seguito al successo a corte dell'opera lirica mwakumwakyL'indovino del villaggio, a causa del suo problema urinario. Sia Diderot sia il suo amico mwakcFrédéric-Melchior von Grimm al quale Rousseau era stato precedentemente legato, non tollerano ormai più l'umore scostante e la paranoia di Rousseau verso il gruppo che lui chiama la mwakgcoterie holbachiana: Diderot lo accusa di essere un misantropo, scrivendo in mwakkLe fils naturel che "il buono vive in società, il malvagio da solo", causando in Rousseau un risentimento paranoico (seppur Diderot dicesse che la frase non era rivolta a lui), mentre Voltaire lo definisce "il Giuda della confraternita". Essi criticano le scelte del ginevrino, come l'aver abbandonato i cinque figli in orfanotrofio, la sua difesa quasi sciovinista di Ginevra, l'accompagnarsi con una donna analfabeta e povera (Thérèse Levasseur), che non vuole sposare e che deride alle spalle con gli amici filosofi, ma per la cui famiglia chiede denaro agli amici e specialmente a Grimm e d'Holbach (mostrandosi secondo loro ingrato). Rousseau accusava invece la mwakocoterie di tramare contro di lui con l'aiuto della suocera, e rispose con mwaksmwakwLe confessioni (1766) opera che Diderot e Grimm considerano a tratti diffamatoria, pubblicata integralmente solo dopo la morte nel 1778. Rousseau rivela infatti episodi privati, afferma di essere stato ingannato e perseguitato, di sentirsi tacitamente approvato da loro come parte dell'ambiente "libertino" nel caso dei figli abbandonaticite-ref-39[39] - nonostante Rousseau dicesse di non vergognarsi e di averlo reso chiaro all'epoca, è risentito dalla rivelazione pubblica fatta da Voltaire dopo la persecuzione agli enciclopedisti per l'articolo mwaleGinevra - e mette in cattiva luce mwaliLouise d'Épinay.

L'ex amica di Rousseau, in buoni rapporti con Diderot e da lui appoggiata, riesce a impedirne le letture pubbliche con una denuncia alla polizia (1771), infastidita dal fatto che Rousseau racconti in pubblico la relazione sentimentale quasi contemporanea che lui e Grimm avevano avuto con lei, rotta perché Diderot, da lei ospitato, frequenta contemporaneamente la contessa Houdetot di cui si è innamorato (Rousseau sostiene invece che Diderot e Grimm sparlassero di lui e Louise, e che Grimm abbia voluto soppiantarlo come amante della donna).

L'amicizia tra i due si ruppe completamente già negli anni '50, per Diderot la presenza di Rousseau è fonte di "inquietudine", i suoi scritti deliranti ("Rousseau è il baratro che separa il cielo dall'inferno", dirà) e si rifiuta di frequentarlo ulteriormente.cite-ref-40[40] Si incontrano per l'ultima volta all'Ermitage di mwal0Montmorency nel 1757 e litigano a causa della mwal4Lettera a d'Alembert sull'articolo su Ginevra. Diderot teme che Rousseau possa attirare la persecuzione delle autorità sugli enciclopedisti in un momento delicato. Rousseau scrive che "dal mio insediamento all'Ermitage, Diderot non aveva cessato di molestarmi". Nel 1765 Diderot tentò una riconciliazione con Rousseau, ma questi rifiutò, pubblicando parte delle mwal8Confessioni l'anno dopo, mentre Diderot mise in guardia gli amici dal fidarsi del ginevrino.

Le ulteriori censure all'Enciclopedia

Nel mese di gennaio 1757, il fallito tentativo del servitore di un mwamiparlamentare, lo squilibrato mwammRobert François Damiens, di assassinare Luigi XV venne attribuito, dagli avversari di Diderot e d'Alembert, all'influenza delle nuove idee, che sono accusati di diffondere. Luigi XV cominciò a stringere le maglie della censura.cite-ref-cronenc-33-7[33] L'anno seguente, i contrasti tra l'editore e d'Alembertcite-ref-cita-noetico-63-noetico-harv-s-41-0[41], che abbandonerà il progetto, e la persecuzione delle autorità contro uno dei collaboratori, mwamwHelvétius, per aver pubblicato il saggio materialista mwam0De l'Esprit, misero a rischio il lavoro.cite-ref-cronenc-33-8[33]cite-ref-42[42] Il re sospese i privilegi, e ordinò il rogo dei sette volumi usciti. Diderot riuscì a nascondere i volumi e le tavole a casa di Malesherbes, fino alla sospensione dei provvedimenti, ma solo nei confronti degli argomenti tecnici e non sensibili di censura.cite-ref-cronenc-33-9[33]

Nel 1759 l'Enciclopedia comincia a essere vittima della mwanscensura del Parlamento di Parigi, con l'approvazione di Luigi XV, e nemmeno la Pompadour riuscirà più a far nulla.cite-ref-cita-noetico-63-noetico-harv-s-41-1[41] mwaoaPapa Clemente XIII, intanto, inserisce l'opera nell'mwaoeIndice dei libri proibiti, ordinando ai cattolici, sotto minaccia di mwaoiscomunica, di consegnare ai vescovi le copie in loro possesso, affinché venissero bruciate.cite-ref-cronologia3-11-2[11]cite-ref-cronjacq4-13-2[13]cite-ref-cita-noetico-63-noetico-harv-s-41-2[41] Voltaire, dall'esilio nella sua proprietà di mwao8Ferney, soccorre Diderot, proponendolo come accademico di Francia, ma lui declina; nel frattempo difende comunque l'amico, attaccato pubblicamente dal giornalista anti-illuminista mwapaÉlie Fréron (che lo accusava di aver plagiato un'opera di mwapeCarlo Goldoni, mwapimwapmIl vero amico, in mwapqLe Fils naturel, anche se il vero bersaglio da colpire era sempre l'Enciclopedia)cite-ref-busnelli-43-0[43], con la pubblicazione di molti pamphlet anonimi.cite-ref-cronologia3-11-3[11] Le Breton sottopose i volumi a una censura preventiva e bruciò i manoscritti, atti che susciteranno la rabbia di Diderot, ma il progetto proseguì, con la pubblicazione degli ultimi dieci volumi, completata nel 1772, sotto falso indirizzo e in maniera semi-clandestina.cite-ref-cronenc-33-10[33]

La conclusione del progetto e altre iniziative

Lo stesso anno conobbe mwaqkDavid Hume, in casa di d'Holbach, e cominciarono i rapporti epistolari con mwaqoCaterina II di Russia, la più potente dei mwaqsmonarchi "illuminati".cite-ref-cronologia3-11-4[11] Diderot le propose di poter lavorare a un'edizione russa senza alcuna censura dell'Enciclopedia, ma l'imperatrice non accettò.cite-ref-cita-noetico-60-noetico-harv-s-17-1[17] Nel 1766, sempre nel salotto parigino del barone, conosce gli illuministi italiani mwarqCesare Beccaria e mwaruAlessandro Verri (fratello di mwaryPietro). Entusiasta del libro mwarcmwargDei delitti e delle pene del Beccaria, in cui si propugna razionalmente l'abolizione della mwarktortura e della mwaropena di morte - tradotto in francese dall'mwarsabbé Morellet nel 1776 - Diderot ne scriverà le note esplicative.cite-ref-fusaro3-1-9[1]cite-ref-cronologia2-4-18[4] Tutto questo lo spingerà nettamente verso il sostegno all'abolizionismo della pena capitale.cite-ref-busnelli-43-1[43] Nel 1767 venne nominato membro dell'Accademia delle arti di mwasgSan Pietroburgo.cite-ref-cronologia4-24-2[24]

Come molti illuministi, sostenne la lotta dei mwas4coloni americani contro l'mwas8Inghilterra nella mwataguerra d'indipendenza americana (1776), che si concluderà nel 1783 con la nascita degli mwateStati Uniti d'America.cite-ref-cronjacq4-13-3[13]cite-ref-cronologia4-24-3[24]cite-ref-44[44]

Gli ultimi anni

Nel 1765, l'imperatrice mwauaCaterina II di Russia, corrispondente sua nonché di mwaueVoltaire, acquistò la mwauibiblioteca di Diderot, che ne mantenne tuttavia l'mwaumusufrutto e una rendita come bibliotecario.cite-ref-cronologia4-24-4[24] Tra il 1764 e il 1765 conobbe l'eccentrico scrittore britannico mwaugLaurence Sterne e mwaukDavid Garrick.cite-ref-cronjacq4-13-4[13]cite-ref-45[45]

Nel 1773 il filosofo, invitato dalla zarina, si recò a mwavcSan Pietroburgo, dove stese per l'imperatrice diversi progetti di mwavgriforma della società e dell'mwavkistruzione, che non andranno in porto.cite-ref-fusaro3-1-10[1] Durante la mwav4rivolta di Pugačëv, Diderot esortò Caterina a trasformare la Russia in una mwav8monarchia costituzionale: «se leggendo quello quanto ho appena scritto e ascoltando la sua coscienza, il cuore le sussulta di gioia, ella non vuole più schiavi, se freme, se il sangue le gela nelle vene, se impallidisce, si è creduta migliore di quello che era». Caterina liquidò le proposte di Diderot definendole "ciance" rispondendogli che i suoi «alti princìpi, che comprendo benissimo, sono buoni per i libri e pessimi per la pratica».cite-ref-caterina-46-0[46]cite-ref-47[47]

La successiva delusione gli fece sconfessare la concezione voltairiana di mwawkassolutismo illuminato, per farlo tornare, in mwawoMémoires pour Cathérine II e in mwawsCritica al libro "Dell'uomo" di Helvétius, a schierarsi con l'ex amico Rousseau, a favore di una concezione più mwawwdemocratica e anti-assolutistica; negli ultimi tempi della sua vita Diderot era ormai quasi mwaw0anti-monarchico, sebbene sostenesse che la zarina era certamente dispotica, ma non necessariamente tirannica.cite-ref-fusaro3-1-11[1]cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]cite-ref-51[51]cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]

Diderot coniò per la mwaysRussia la famosa definizione di "colosso dai piedi d'argilla", ripreso da un'immagine biblicacite-ref-54[54] e nelle ultime opere descrisse la Russia con colori cupi, sottolineando la mancanza di una tradizione illuminista o di una classe media, e una propensione verso una mwazadura dittatura.cite-ref-55[55]cite-ref-56[56] Nonostante questa rottura ideologica, Caterina II (che pur preferiva le lodi di Voltaire alle critiche di Diderot) continuò a supportarlo economicamente.cite-ref-caterina-46-1[46]

Sempre nel 1773 la figlia Angélique sposò Abel-François Caroillon de Vandeul.cite-ref-57[57] Prima di partire per la Russia nominò Naigeon suo esecutore letterario, per cui il collaboratore di d'Holbach divenne editore, compilatore e commentatore delle opere di Diderot.cite-ref-58[58]

Al ritorno del viaggio in mwa0sRussia, nel 1774, visitò i mwa0wPaesi Bassi, fermandosi almwa00l'Aia.cite-ref-cronologia4-24-5[24]cite-ref-59[59]

Tornato a Parigi, dal 1774 fece vita ritirata a causa della sua salute in declino, risiedendo talvolta nella villa di campagna di d'Holbach, a Grandval. In questi ultimi anni scrisse molte opere e cominciò la pubblicazione, a puntate, di mwa1cJacques il fatalista.cite-ref-cronologia2-4-19[4]

In questo periodo moriranno molti dei suoi collaboratori mwa10philosophes (mwa14Montesquieu era morto nel 1755): Helvetius nel 1771, Voltaire e Rousseau nel 1778, l'amico mwa18d'Alembert morto nel 1783 (pochi giorni dopo il compimento dei 70 anni di Diderot)cite-ref-cronologia3-11-5[11] e madame d'Epinay (morta anche lei nel 1783, ad aprile).cite-ref-cronjacq4-13-5[13]

Il 19 febbraio 1784 Diderot, che soffriva d'mwa24ipertensione ed mwa28enfisema, venne colpito da un mwa3aictus. Furono per lui durissimi colpi la morte di Sophie, avvenuta solo tre giorni dopo, il 22 febbraiocite-ref-sophie-26-1[26], e quella di una sua nipote, Marie-Anne detta mwa3uMinette, nata da poco, il 15 aprile. Nel luglio 1784 si trasferì in un lussuoso appartamento in rue de Richelieucite-ref-60[60], il cui affitto era pagato da Caterina II, dove però visse solo per due settimane; il 31 luglio dello stesso anno, infatti, Diderot morì a mwa3oParigicite-ref-cronjacq4-13-6[13]cite-ref-61[61] per un mwa4mimprovviso attacco cardiacocite-ref-cronologia5-12-1[12]: colpito dal malore, al termine di un pranzo con la moglie e la figlia, mentre si accingeva a mangiare una mwa4gcomposta di mwa4kciliegie di cui era golosissimo, si accasciò e morì in pochi minuti, senza accorgersi quasi di nulla.cite-ref-fusaro3-1-12[1]cite-ref-62[62]cite-ref-63[63] L'mwa5yautopsia, che fu eseguita secondo la volontà espressa dallo stesso Diderot, ascrisse la causa della morte a mwa5ccardiomiopatia ipertrofica ed mwa5gembolia polmonarecite-ref-64[64], causate da mwa50ipertrofia cardiaca cronica.cite-ref-65[65]

Sepoltura e vicende postume

In prossimità della sua morte gli amici lo avevano convinto a trasferirsi, per risiedere in una parrocchia il cui sacerdote acconsentisse a seppellirlo cristianamente, per evitare, in questo modo - come aveva fatto anche Voltaire - la sepoltura infamante in una mwa6qfossa comune. Diderot firmò quindi, su loro insistenza, una falsa professione di fede cattolica e visse quindi gli ultimi mesi nel quartiere di Saint-Roch, dove aveva traslocato (nei pressi della dimora di d'Holbach, in un sontuoso appartamento di rue de Richelieu, a spese di Caterina IIcite-ref-busnelli-43-2[43]).cite-ref-66[66] Il corpo di Diderot verrà sepolto nella mwa64chiesa di Saint-Roch, sontuoso edificio mwa68barocco e luogo di sepoltura di artisticite-ref-67[67], proprio accanto al posto dove, nel 1789, sarà inumato l'amico d'Holbach, condividendone il destino di celebre mwa7qateo sepolto in un luogo religioso.cite-ref-cronologia5-12-2[12]

Caterina II garantì alla vedova di Diderot una donazione di 1mwa74 000 mwa78rubli; precedentemente aveva concesso dei lasciti anche al nipote superstite del filosofo, Denis-Simon, che ebbe discendenza.cite-ref-cronologia5-12-3[12]

Dopo la morte di Diderot, i suoi mwa8umanoscritti e i volumi della sua biblioteca furono trasferiti a mwa8ySan Pietroburgo, dove l'imperatrice Caterina aveva riunito anche i volumi appartenuti a D'Alembert e Voltaire, oggi esposti alla mwa8cBiblioteca nazionale russa.cite-ref-fusaro3-1-13[1]cite-ref-68[68]

Postumo uscirà, per volontà della moglie Antoinette, la versione completa, in volume, del celebre romanzo mwa9cJacques il fatalista.cite-ref-cronologia5-12-4[12]

Nel 1791 i mwa90sanculotti assaltarono la chiesa di Saint-Roch, danneggiando anche le tombe, per cui i resti andarono dispersi, probabilmente finiti anche in fosse comuni di cimiteri di epoca rivoluzionaria e quindi poi nelle mwa94catacombe di Parigi, oppure nell'ossario della chiesa. Assalti e combattimenti a Saint-Roch avvennero nuovamente nel 1795, durante l'mwa98insurrezione del 13 vendemmiaio anno IV (con scontri tra i soldati comandati da mwa-aNapoleone Bonaparte e i monarchici, con i primi che mitragliarono il sagrato e la facciata) e il 7 gennaio 1815 (durante una protesta mwa-eanticlericale per il divieto di sepoltura di un'attrice, durante il periodo turbolento della mwa-iprima restaurazione francese che precedette i mwa-mcento giorni), per cui l'aspetto originario della chiesa e della posizione delle lapidi è andato perduto, subendo un'opera di rifacimento. Il 6 mwa-qbrumaio dell'mwa-uanno VII (27 ottobre 1798), un decreto del mwa-yDirettorio l'aveva temporaneamente nominata "Tempio del Genio", monumento laico in analogia al mwa-cPantheon e ai mwa-gTempli della Ragione come mwa-kNotre-Dame mwa-osconsacrata. La lapide di Diderot è comunque andata perduta. Tuttavia un grande mwa-scenotafio lo ricorda al mwa-wPantheon, situato proprio sotto la cupola. Nel 2013, per il tricentenario della nascita, un gruppo di intellettuali ha proposto, al mwa-0Presidente francese mwa-4François Hollande, di effettuare una cerimonia ufficiale per il trasferimento solenne presso il Pantheon, a bara vuota come avvenuto per mwa-8Condorcet, e per altri illuministi, tra i quali mwa-aVoltaire e mwa-eRousseau qui portati durante la mwa-iRivoluzione francese.cite-ref-69[69]

Altre attività e studi di Diderot

Oltre che filosofo e instancabile enciclopedista e scrittore, Diderot fu uno dei primi europei a interessarsi di mwa-kculture orientali, avviando gli studi sul mwa-obuddhismo, il mwa-staoismo e l'mwa-winduismo.cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]

Diderot è stato considerato anche un precursore della mwbaypsicologia: mwbacSigmund Freud, il padre della mwbagpsicoanalisi, afferma che egli ha già intuito con acutezza la realtà del mwbakcomplesso di Edipo, riferendosi a una frase de mwbaoIl nipote di Rameau, nella traduzione tedesca di mwbasGoethe: mwbaw«Se il piccolo selvaggio fosse abbandonato a sé stesso e se conservasse tutta la sua debolezza mentale, e alla mancanza di ragione propria del bambino in fasce congiungesse la violenza delle passioni dell'uomo di trent'anni, torcerebbe il collo al padre e giacerebbe con la madre».cite-ref-72[72]

Diderot critico d'arte

Diderot svolse un ruolo capitale anche nella storia della critica d'arte e nella storia dell'arte, disciplina nata intorno agli anni trenta del secolo dei lumi, contemporaneamente alla storia della letteratura promossa dai protestanti rifugiati nei mwbbmPaesi Bassi e dai mwbbqbenedettini di Saint-Maur.cite-ref-cronologia2-4-20[4] Potendo avere accesso alla pittura del XVI e XVII secolo, presente nelle collezioni del mwbbkduca d'Orléans al Palais Royal, in quelle di mwbboAnge-Laurent de La Live de Jully in rue de Richelieu, nonché nelle proprietà dell'amico mwbbwbarone d'Holbach, Diderot vi contribuì dischiudendo una strada che condurrà sino a mwbb0Baudelairecite-ref-73[73].

Diderot fu il primo a collegare il punto di vista tecnico a quello estetico nella sua critica d'arte raccolta principalmente nella serie di impressioni ch'egli consegnò in forma epistolare in occasione delle esposizioni parigine (i mwbcsSalons) alla mwbcwCorrespondance littéraire dell'amico mwbc0Friedrich Grimm. Il mwbc4mwbc8Salon, iniziativa dapprima annuale, poi biennale dal 1746 al 1781 era un'esposizione di pittura a ingresso gratuito che si apriva al mattino del giorno della festa del re, mwbdaSan Luigi, il 25 agosto e che durava all'incirca fino alla fine di settembre.cite-ref-cronologia6-15-1[15]cite-ref-74[74]

Se il resoconto diderottiano del mwbdoSalon del 1759, il primo redatto per la mwbdsCorrespondance littéraire, non fu che un articolo di una quindicina di pagine, a partire dal 1761 queste lettere diventarono il terreno su cui Diderot formulò alcuni dei suoi princìpi estetici più importanti, disseminandovi altresì riflessioni filosofiche storiche e morali.cite-ref-75[75]cite-ref-76[76]

L'mwbeuestetica illuminista trova in Diderot, che la intendeva come un mezzo di sviluppo della societàcite-ref-cita-noetico-64-noetico-harv-s-77-0[77], l'abbandono degli schemi idealistici, dato che il senso estetico e la mwbeobellezza divengono per lui il frutto di un "rapporto" tra l'oggetto artistico e chi lo percepisce con la propria sensibilità individuale. In questo modo l'"estetico" non è più l'oggetto in sé, ma il "rapporto" soggetto-oggetto. Questo rapporto ha delle tipologie estremamente variabili, pluralistiche, non prive di casualità. Sono perciò tali rapporti a fondare il bello in generale, mentre ogni singolo bello particolare (di ogni oggetto artistico) non è riferibile ad alcuno degli schemi codificati di bellezza. Nel mwbesTraité du Beau Diderot precisa il suo pensiero relativamente al "bello" con un'ulteriore relativizzazione, conferendo una base filosofica all'estetica che è lontana sia dal mwbewsensismo puro sia dall'astrazione intellettualistica.cite-ref-78[78]

Secondo Diderot un particolare elemento di giudizio nell'esame di un'opera d'arte può essere rappresentato anche da quel "velo del tempo", da quella patina che valorizza i quadri di pittori come mwbfiClaude Joseph Vernet che hanno mwbfm«un tono di colore migliore degli altri perché hanno avuto il vantaggio di essere stati dipinti dal tempo, come accade alle opere dei grandi coloristi. Vernet si trova bene alla verifica del tempo, che nuoce tanto ai suoi colleghi». Diderot teorizza in questo modo anche un gusto per l'antico, che influenzerà il restauro mwbfqromantico e l'estetica del mwbfuNeoclassicismo.cite-ref-79[79]

Pensiero

«Nessun uomo ha ricevuto dalla natura il diritto di comandare gli altri. La libertà è un dono del cielo, e ogni individuo, della stessa specie ha il diritto di goderne appena giunge all'età della ragione.»

(Denis Diderot)

La natura

L'educazione alla scienza

Tipicamente rispondente all'impegno mwbf8pedagogico mwbgailluministico della liberazione dall'ignoranza e dalla superstizione religiosa è l'invito di Diderot a una formazione culturale mwbgescientifica, rivolto specialmente alle giovani menti aperte alle novitàcite-ref-fusaro4-16-1[16]:

(francese)

«Jeune homme, prends et lis. Si tu peux aller jusqu'à la fin de cet ouvrage, tu ne seras pas incapable d'en entendre un meilleur. Comme je me suis moins proposé de t'instruire que de t'exercer, il m'importe peu que tu adoptes mes idées ou que tu les rejettes, pourvu qu'elles emploient toute ton attention. Un plus habile t'apprendra à connaître les forces de la nature; il me suffira de t'avoir fait essayer les tiennes.

»

(italiano)

«Giovane, prendi e leggi. Se potrai arrivare sino alla fine di quest'opera sarai capace di capirne una migliore. Io mi sono proposto più che d'istruirti di esercitarti e perciò m'importa poco che tu adotti le mie idee o che le rifiuti purché esse abbiano ricevuto tutta la tua attenzione. Uno più esperto di me t'insegnerà a conoscere le forze della natura; a me basterà di averti fatto mettere alla prova le tue.»

Dal deismo all'ateismo evoluzionista

«Se un misantropo si fosse proposto di fare l'infelicità del genere umano, che avrebbe potuto inventare di meglio che la credenza in un essere incomprensibile, sul quale gli uomini non avrebbero potuto mai mettersi d'accordo e al quale avrebbero attribuito maggior importanza che alla loro stessa vita?»

(L'uomo e la moralecite-ref-81[81])

Nel discorso scientifico sulla natura sino al '700 non era assente il tema religioso. Agli inizi del suo pensiero Diderot, influenzato da mwbhkVoltaire, si mostra attratto dal mwbhomwbhsdeismo, fondato, più che su quel perfetto meccanismo celeste che suscitava l'ammirazione di mwbhwNewton e poi di mwbh0Kant, sull'ammirevole ordine stabilito da un Ente supremo all'interno degli organismi naturali.cite-ref-82[82]
La constatazione poi che esistono individui malamente costituiti, se non addirittura mostri naturalicite-ref-83[83], lo porta prima all'mwbicagnosticismocite-ref-84[84], già presente in lui sotto certi aspetticite-ref-85[85], poi a un completo mwbjaateismocite-ref-86[86], anche se non esplicito e netto come quello dell'amico mwbjud'Holbach, e fondato sul mwbjyprobabilismo e su un parziale mwbjcevoluzionismo: in natura infatti gli organismi si sono organicamente strutturati dopo una serie infinita di esperimenti che le forze naturali hanno compiuto prima di arrivare a costituire corpi in grado di affrontare l'esistenza. Gli esseri infelici per natura sono il risultato dei tentativi falliti, compiuti in un tempo che si può definire eterno, se si ammette che l'mwbjguniverso e la mwbjkmateria siano da sempre esistenti.cite-ref-87[87] Questa concezione casuale e pre-evoluzionistica, che si potrebbe far risalire a mwbj4Lucreziocite-ref-88[88] e ancor prima agli mwbkmatomisti, a mwbkqDemocrito ed mwbkuEpicuro (a cui Lucrezio si ispirava), ebbe molta fortuna nel mwbkySettecento anche perché, trovando conferme sperimentali della teoria della generazione spontanea dei germi (mwbkcgeneratio aequivoca)cite-ref-89[89], sostenuta da molti biologi fino alla confutazione da parte di mwbkwLazzaro Spallanzani, portava a escludere la necessità di un Dio creatore (anche la teoria di Spallanzani non necessitava comunque di una causa prima superiore).cite-ref-fusaro4-16-2[16] Diderot si autodescrive nei fatti come mwbleignostico e mwbliapateista:

(francese)

«Il est très important de ne pas prendre de la ciguë pour du persil, mais nullement de croire ou de ne pas croire en Dieu.»

(italiano)

«È molto importante non confondere la

cicuta

col

prezzemolo

, ma credere o non credere in Dio non lo è per nulla.»

(Denis Diderot, Lettera a Voltaire dell'11 giugno 1749cite-ref-90[90])

Come per d'Holbach, anche per Diderot la religione rivelata è fonte di mwblksuperstizione e turbamento: mwblo«Il pensiero che Dio non esista non ha mai terrorizzato nessuno; sì invece quello che ne esista uno, tal quale me l'hanno raffigurato». Sulla linea di pensiero di mwblsBuffon (come lui anticipatore della teoria dell'mwblwevoluzione di mwbl0Lamarck e mwbl4Darwin) anche Diderot ritiene che in natura si debba escludere ogni mwbl8meccanicismo incapace com'è di spiegare la vita e per lo stesso motivo considera la matematica inutile per la biologia.cite-ref-fusaro4-16-3[16]cite-ref-91[91] Tra le opere dedicate all'interpretazione naturalistica del mondo, oltre ai mwbmgPensieri e alla mwbmkLettera, Diderot scrive mwbmoIl sogno di d'Alembert, in cui utilizza la finzione del sogno fatto dall'amico, a cui il libro è dedicato per esporre organicamente la sua filosofia, spesso sotto forma di scene e dialoghi.cite-ref-cita-noetico-64-noetico-harv-s-77-1[77]

L'origine della vita

Il tema più ampiamente trattato da Diderot è quello relativo al problema filosofico e scientifico dell'mwbneorigine della vita che ai livelli superiori si manifesta come mwbnicoscienza e mwbnmpensiero: per la soluzione del problema bisogna scegliere tra due ipotesi:

1. esistono in natura due settori completamente distinti: quello inorganico, dove la vita è assente, e quello organico; teoria questa smentita dai fatti poiché in natura si constata la mescolanza dei due mondi; i corpi naturali sono caratterizzati dai continui passaggi tra i due campi;
2. oppure si deve ritenere che il punto di partenza sia unico; ma in questo caso bisogna spiegare perché i corpi naturali appaiano diversi.cite-ref-fusaro4-16-4[16]

Diderot è convinto che tutta la materia abbia possibilità di uno sviluppo senziente: le primigenie particelle materiali organizzandosi, arrivano alla vita e da questa a quelle forme più alte di sviluppo che sono la coscienza e il pensiero.

Egli pensa che un organismo completamente formato abbia in sé un complesso di elementi vitali indipendenti dal tutto così come il complesso unitario rappresentato da uno mwboysciame di api (l'organismo) è costituito dai singoli insetti (i "microanimali" indipendenti). La prova di questo è nel vedere come ad esempio un polipo possa dividersi in organismi più piccoli o come dalla decomposizione di un corpo nascano microrganismi diversi.cite-ref-93[93] Seguendo Condillac, Diderot aderisce al mwbossensismo: le sensazioni e la sensibilità, correttamente interpretati dalla ragione, sono parti importanti dell'esperienza della vita, ma occorre distinguere tra opinione e realtà verificata.cite-ref-94[94] Diderot sostiene che infatti che anche l'etica possa cadere nel mwbparelativismo:

«Non cessiamo forse di provare compassione allorché la distanza o l'esiguità degli oggetti hanno su di noi lo stesso effetto che ha sui ciechi la privazione della vista? A tal punto le nostre virtù dipendono dal nostro modo di sentire e dall'intensità con cui siamo toccati dalle cose esteriori! Analogamente non dubito che se non fosse per la paura del castigo, molti sarebbero più disposti a uccidere un uomo da una distanza che lo facesse apparire come una rondine, che non a sgozzare un bue con le proprie mani. Se abbiamo compassione per un cavallo che soffre e schiacciamo una formica senza farci alcuno scrupolo, non è forse perché siamo mossi dallo stesso principio?»

(da Lettera sui ciechi ad uso di coloro che vedono)

Come mwbpmHume, mwbpqd'Holbach, mwbpuVoltaire e mwbpyRousseau (e gran parte degli illuministi) riconosce il rispetto agli animali in quanto essere senzienti, anche se per Diderot, con un punto di vista legato all'mwbpcumanesimo, il mondo è reso interessante soprattutto per la presenza dell'uomo, l'unico animale che lo ammira e lo studia, altrimenti sarebbe solo uno spettacolo senza spettatori:

«Soltanto la presenza dell'uomo rende interessante l'esistenza degli esseri (...). L'uomo è il termine unico dal quale occorre partire e al quale occorre far capo, se si vuol piacere, interessare, commuovere, perfino nelle considerazioni più aride e nei particolari più secchi.

»

Tuttavia nel suo pensiero, si trovano anche un ridimensionamento dell'essere umano, che è pur sempre un animale, inoltre polemizza con le dottrine di Rousseau sulla bontà intrinseca della natura, sostenendo che il suo fascino è anche di essere a volte terribile (estetica mwbp4preromantica del mwbp8sublime):

«Andiamo, amico, diamoci un po' meno d'importanza. Noi siamo nella natura, un momento ci stiamo bene, un momento male: credetemi, coloro che lodano la natura per aver tappezzato a primavera la terra di verde, un colore amico dei nostri occhi, sono degli impertinenti che dimenticano che questa stessa natura, di cui vogliono trovare ovunque la benevolenza, stende d'inverno una grande coltre bianca che ferisce i nostri occhi, ci dà il capogiro e ci espone a morire congelati. La natura è bella e buona quando ci è propizia, brutta e cattiva quando ci affligge. Sovente è ai nostri stessi sforzi ch'essa deve almeno una parte del suo fascino...

»

La morale

«Volete che vi racconti un bel paradosso? Io sono convinto che la specie umana può essere veramente felice solo in uno stato sociale nel quale non vi siano né re, né magistrati, né preti, né leggi, né tuo, né mio, né proprietà mobiliare, né proprietà fondiaria, né vizi, né virtù; e questo stato sociale è maledettamente ideale.»

(L'uomo e la moralecite-ref-97[97])

Tutte queste tesi sulla natura non vengono mai affermate da Diderot in maniera esclusiva e definitiva: egli preferisce usare la forma mwbredialogica nei suoi scritti - spesso uno dei due dialoganti è Diderot e l'altro un suo conoscente - proprio per evitare quelle affermazioni mwbridogmatiche, che talora si riscontravano anche tra gli illuministi (ad esempio in mwbrmd'Holbach, ma anche in mwbrqRousseau), alle quali Diderot contrappone uno mwbruscetticismo che non scade mai a derisione dell'avversario con cui sta polemizzando, cosa che lo differenzia nello stile da mwbryVoltaire.cite-ref-fusaro4-16-5[16]

Nella morale Diderot è contrario a qualunque impostazione mwbrwdeterministica, sostenuta in parte dal d'Holbach, che consideri l'uomo vittima impotente di elementi naturali: al contrario l'individuo è libero di scegliere il suo comportamento dominando sé stesso e le forze naturali nei limiti in cui riesce a sfuggire ai suoi istinti naturali: per il dominio della natura e per la sua libertà giova all'uomo la conoscenza dei fenomeni naturali e della storia umana che gli permetterà di liberarsi dalla superstizione e dai pregiudizi per conseguire una vita che sarà felice a condizione che rispetti il bene universale.cite-ref-98[98] La sua critica agli eccessi della proprietà privata non cade invece mai in sogni di mwbserestaurazione primitiva o rifiuto del progresso "corruttore", come in Rousseau. Nonostante la diffusione del mwbsirazzismo e del filo-mwbsmcolonialismo tra gli intellettuali dell'epoca (tranne quelli dell'area gesuita, con le loro "mwbsqmissioni"), anche nell'Encyclopédiecite-ref-99[99], Diderot, ammirando la società dell'isola di mwbskTahiti come prototipo realizzato della teoria del "mwbsobuon selvaggio", si pronunciò contro lo mwbssschiavismo e la colonizzazionecite-ref-100[100], oltre che contro la mwbtasottomissione della donna, e a favore della mwbtelibertà sessuale nell'opera mwbtiSupplemento al viaggio di Bougainville.cite-ref-cronologia6-15-2[15]cite-ref-fusaro4-16-6[16]cite-ref-101[101]

Diderot e il libertinismo

«La litania contro le

passioni

non ha mai fine: sono loro imputate tutte le pene dell'uomo, mentre ci si dimentica ch'esse sono anche la fonte di ogni suo

piacere

. [...] La sobrietà nelle passioni rende mediocri gli uomini.»

(Diderot, Pensieri filosofici)

Diderot ebbe rapporti filosofici con i circoli del mwbuilibertinismo; egli non è un "mwbumlibertino amorale", ma la sua morale laica è diversa da quella corrente alla sua epocacite-ref-102[102]: le mwbugpassioni buone portano al piacere e alla felicità, e vanno coltivate, in maniera decisa.cite-ref-103[103] Il mwbu0sensismo e il mwbu4razionalismo non portano Diderot a rifiutare mwbu8sentimento, mwbvaedonismo, mwbveistinto e, come mwbviKant, mwbvmpassione sentimentale, ma come i libertini e i mwbvqromantici, a coltivarli se portano al bene. Per Diderot

«...inclinazioni, desideri e avversioni portate a un certo grado di intensità, combinate con una sensazione indistinta di piacere o dolore, causate o accompagnate da un movimento irregolare del sangue e degli

spiriti animali

, sono ciò che chiamiamo

passioni

. Possono essere così forti da inibire qualsiasi pratica della libertà personale, uno stato in cui l'anima è in un certo senso resa passiva, da cui il nome di

passioni

. Questa inclinazione o cosiddetta disposizione dell'anima, nasce dall'opinione che noi sosteniamo che un grande bene o un grande male è contenuto in un oggetto che in sé stesso suscita passione


Il tema morale, come quello della scelta tra il mwbvsdeterminismo e il mwbvwlibero arbitrio, è ripreso da Diderot anche nelle sue opere letterarie come il mwbv0romanzo filosofico mwbv4mwbv8Giacomo il fatalista dove sostiene che, sulla base delle esperienze vissute, un rigido determinismo alla d'Holbach sia da escludere.cite-ref-fusaro4-16-7[16]

Ne mwbwumwbwyLa monaca accusa la morale corrente di perbenismo ipocrita ed esalta invece la felicità raggiungibile su questa Terra, criticando, da spunti biografici e familiari, il costume di avviare ragazzi e ragazze ancora giovani alla vita ecclesiastica, pur in assenza di una qualsiasi vocazione o libera sceltacite-ref-105[105]cite-ref-106[106]. Nel libro, come già, con toni più satirici ne mwbw8mwbxaI gioielli indiscreti, Diderot riprende temi erotico-libertini, ma come pretesto per spiegare delle idee.cite-ref-fusaro4-16-8[16] In particolare attacca la vita religiosa, vista come ambiente di perversione e malvagità, spesso usata dai padri per risolvere questioni di eredità o nascondere scomode relazioni extraconiugali, facendo sparire i figli nati dall'adulterio, come la protagonista del romanzo, e condannandoli a una vita di infelicità per tutelare i loro interessi.cite-ref-cita-noetico-63-noetico-harv-s-41-3[41]

Qualche critico ha attribuito a Diderot anche il romanzo libertino erotico-filosofico mwbygmwbykThérèse philosophe, solitamente attribuito - almeno in alcuni suoi estratti - a mwbyoJean-Baptiste Boyer d'Argens, che lo pubblicò anonimo nel 1748. Fu uno dei motivi dell'arresto a Vincennes, in quanto ritenuto altamente diretto contro la Chiesa e la morale (egli negò sempre, anche nelle lettere, di aver scritto il romanzo). Il libro oltre a scene di mwbyserotismo esplicito riprende le teorie mwbywmaterialiste ed mwby0edoniste di mwby4Julien Offray de La Mettrie, ufficialmente rifiutate da Diderot, teorie che tuttavia talvolta ricompaiono nelle opere di Diderot in forma attenuata. Il filosofo enciclopedista avrebbe, secondo questa ipotesi, scritto il romanzo in segreto, più che altro per autofinanziamento, difatti fu un vero mwby8best seller per decenni.cite-ref-108[108]

Ne mwbzumwbzyIl nipote di Rameau descrive le vicende di un nuovo mwbzcDon Giovanni, che impronta la sua vita alla leggerezza e allo sfoggio di una superficiale mwbzgintellettualità distruggendo così ogni vero valore morale e ogni verità accertata.cite-ref-109[109] Qui Diderot attacca il parassitismo di chi lusinga la classe dominante, per avere favori, soffocando il vero spirito artistico, culturale e creativo.cite-ref-cita-noetico-64-noetico-harv-s-77-2[77]

Tra gli illuministi, fu praticamente l'unico, a parte mwbaiJulien Offray de La Mettrie e il libertino radicale più tardo mwbamMarchese de Sade, a sostenere esplicitamente il mwbaqdiritto umano di un mwbaucostume sessuale e mwbaysentimentale mwbacapertamente liberocite-ref-110[110], nonostante i due citati fossero distanti da lui in moltissime posizioni; Diderot infatti condannò La Mettrie per il suo volume mwbawAntiseneca, per essere un mwba0edonista eccessivo e per il suo meccanicismo assoluto. A proposito della morte di La Mettrie dopo un pranzo luculliano scrisse in una lettera che "La Mettrie è morto come era giusto dovesse morire, vittima della sua intemperanza e della sua follia. Si è ucciso per ignoranza di ciò che professava. Questo giudizio è severo, ma giusto", definendolo "corrotto nei costumi e nelle idee". Il libertinismo di Diderot, rispetto a quello di de Sade e dei classici libertini, è incentrato sulla "bontà" o "neutralità" dell'uomo naturale, non sull'origine che l'uomo sia malvagio e trovi soddisfazione nel mwba4peccato e nel mwba8senso di colpa (cardini del pensiero sadiano seppur mascherati da ateismo), che Diderot come La Mettrie non approva. Diderot è anche l'unico degli illuministi pre-rivoluzionari a non condannare esplicitamente l'mwbbaomosessualità, mantenendosi su un atteggiamento di vaga e leggera disapprovazione senza invocare interventi esterni di Stato o religione sulle vicende private. Per Diderot l'importante è che la società non ne sia danneggiata, come dice nel dialogo mwbbeIl sogno di d'Alembert. Queste posizioni illuministe mwbbilibertarie, quasi proto-mwbbmanarchiche negli ultimi anni, filtrate dagli mwbbqmwbbuidéologues, ebbero influenza anche sulla legislazione della mwbbyRivoluzione francese, che mwbbcdepenalizzò i cosiddetti "mwbbgreati immaginari" (1790) quali mwbbkadulterio e omosessualità, con l'istituzione del mwbbodivorzio e del mwbbsmatrimonio civile.cite-ref-111[111] Nel mwbcaSaggio sui regni di Claudio e Nerone, usando la storia dell'mwbceImpero romano, esalta invece la libertà del pensiero rappresentata da mwbciSeneca.cite-ref-cita-noetico-65-noetico-harv-s-30-1[30]

La vita di Diderot è stata spesso rappresentata nel romanzo e nel cinema, talvolta con esagerazioni per esigenze artistiche, come quella di un esponente mwbcglibertino dell'illuminismo; ad esempio, in maniera molto romanzata, Diderot è il singolare protagonista, a metà tra il filosofo e l'uomo di mondo, della commedia teatrale mwbckIl libertino (mwbcoLe Libertin, 1997) di mwbcsÉric-Emmanuel Schmitt, il quale ispirò l'mwbcwomonimo film del 2000 di mwbc0Gabriel Aghion, che ne fa un prototipo dell'illuminista radicale e gaudente, assai simile al tipo di personaggio di mwbc4seduttore libertino solitamente rappresentato da mwbc8Giacomo Casanova.

Opere

Edizioni moderne delle opere di Diderot:

• mwbdkIronie morali, trad. mwbdoVincenzo Cardarelli, Milano: Facchi, 1919; Roma: Colombo, 1949.
• mwbdwmwbd0Il nipote di Rameau, a cura di mwbd4Giacinto Spagnoletti, Parma, mwbd8Guanda, 1945.
• mwbeeLa religiosa, trad. Carlo Borelli, prefazione di mwbeiFernanda Pivano, Torino, mwbemEinaudi, 1945; nuova ed. come mwbeqmwbeuLa monaca, nota introduttiva di Franco Cordero, ivi, 1972.
• mwbecLettere a Sofia, a cura di Giacomo Falco, Milano, mwbegBompiani, 1946.
• mwbeoScritti di estetica, a cura di Guido Neri, Milano, mwbesFeltrinelli, 1957.
• citerefjacquesGiacomo il fatalista e il suo padrone, Milano, BUR, 1959.
• mwbe4I gingilli indiscreti, trad. Pino Bava, Milano, Rizzoli, 1962; nuova ed. come mwbe8mwbfaI gioielli indiscreti, introduzione di Giovanni Bogliolo, ivi, 1982.
• mwbfiOpere filosofiche, a cura di mwbfmPaolo Rossi, Milano, Feltrinelli, 1963.
• mwbfuI gioielli indiscreti, a cura di Glauco Natoli, trad. Marcella Bonsanti, Firenze, Sansoni 1966.
• mwbfcLa religiosa, trad. Carmen Lottero, Torino, Edizioni dell'Albero, 1966.
• mwbfkScritti politici, a cura di Furio Diaz, Torino, mwbfoUTET, 1967.
• mwbfwSogno di D'Alembert, trad. Paola Campioli, Milano, Rizzoli, 1967.
• mwbf4mwbf8Enciclopedia, o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, con autori vari, a cura di Paolo Casini, Bari, Laterza, 1968, 2003.
• mwbgeCommento alla Lettera sull'uomo di Hemsterhuis, a cura di Mirella Brini Savorelli, Bari, mwbgiLaterza 1971, 1981.
• mwbgqMemorie per Caterina II, a cura di Paul Verniere; trad. Maria Vasta Dazzi, Milano, Longanesi, 1972.
• mwbgyLa teoria e la pratica dell'arte, a cura di Armando La Torre, Roma, mwbgcBulzoni, 1976.
• mwbgkAntologia dall'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert, a cura di mwbgoMario e mwbgsMassimo Bonfantini, Novara, mwbgwDe Agostini, 1977.
• mwbg4Potere politico e libertà di stampa, a cura di Paolo Alatri, Roma, mwbg8Editori Riuniti, 1978.
• mwbheLa monaca (mwbhiLa Religieuse), trad. Elina Klersy Imberciadori, Milano, mwbhmGarzanti Editore, 1978, 1981.
• mwbhuI gioielli indiscreti, a cura di Lina Zecchi, Milano, Mondadori, 1979.
• mwbhcTeatro e scritti sul teatro, a cura di Marialuisa Grilli, Firenze, La nuova Italia, 1980.
• mwbhkEncyclopedie di Diderot e d'Alembert: dizionario ragionato di scienze arti e mestieri, 18 volumi, a cura di Andrea Calzolari, prefazione di mwbhoJorge Luis Borges, Parma, Franco Maria Ricci, 1970-1980 (riproduzione dell'ed. parigina chez Briasson, David, Le Breton, Durand, 1751-1772).
• mwbhwLa passeggiata dello scettico: colloquio sulla religione, la filosofia, la mondanità, a cura di Mirella Brini Savorelli, Milano, Serra e Riva, 1984.
• mwbh4Lettera sui sordi e sui muti, a cura di Fernando Bollino, Modena, Mucchi, 1984.
• mwbiaIl nipote di Rameau, trad. mwbieAugusto Frassineti, Torino, Einaudi, 1984; nuova ed. Macerata, Quodlibet, 2010 (con una nota di mwbiiErmanno Cavazzoni).
• mwbiqLa passeggiata dello scettico, a cura di M. Brini Savorelli, Milano, Serra e Riva 1984.
• mwbiyLettera sui sordomuti e altri scritti sulla natura e sul bello, a cura di Elio Franzini, con un saggio di mwbicMichel Butor, Parma, Guanda, 1984.
• mwbikSaggio sui regni di Claudio e Nerone e sui costumi e gli scritti di mwbioSeneca, con una nota di mwbisLuciano Canfora, Palermo, mwbiwSellerio editore, 1987.
• mwbi4Teatro, a cura di Lanfranco Binni, Milano, Garzanti 1988.
• mwbjamwbjeParadosso sull'attore, trad. Jole Bertolazzi, a cura di Paolo Alatri, Roma, Editori Riuniti, 1989.
• mwbjmViaggio in Olanda, trad. Elina Klersy Imberciadori, prefazione di Lionello Sozzi, Como, Ibis Edizioni, 1989.
• mwbjuRacconti, prefazione di Alberto Castoldi, Pordenone, Studio tesi, 1989.
• mwbjcInterpretazione della natura e mwbjgPrincipi filosofici sulla materia e il movimento, a cura di Gianfranco Cantelli, Milano, SE, 1990.
• mwbjoSiamo tutti libertini: lettere a Sophie Volland, 1759-1762, a cura di Marina Premoli, Milano, mwbjsRosellina Archinto Editore, 1990.
• mwbj0Dialoghi filosofici, a cura di M. Brini Savorelli, Firenze, Le Lettere 1990.
• mwbj8Saggi sulla pittura, a cura di Massimo Modica, Palermo, Aesthetica, 1991.
• citerefmoraleVincenzo Barba (a cura di), L'uomo e la morale, Pordenone, Studio Tesi, 1991.
• mwbkimwbkmThérèse philosophe, anonimo, attribuito da qualche critico a Denis Diderot (più comunemente a mwbkqJean-Baptiste Boyer d'Argens); prefazione di Riccardo Reim, Roma, Lucarini, 1991; nuova ed. Roma, mwbkuConiglio Editore, 2007
• mwbkcI gioielli indiscreti; con mwbkgJustine, o Le disgrazie della virtù del mwbkkMarchese de Sade, Sesto San Giovanni, A. Peruzzo, 1991.
• mwbksL'uccello bianco: racconto blu, trad. Anna Tito, Palermo, Sellerio, 1992.
• mwbk0Jacques il fatalista e il suo padrone, introduzione di Michele Rago, trad. Glauco Natoli, Torino, Einaudi, 1992.
• mwbk8Il nipote di Rameau. Jacques il fatalista e il suo padrone, a cura di Lanfranco Binni, Milano, Garzanti 1993.
• mwbleRitorno alla natura: Supplemento al Viaggio di Bougainville; a cura di Antonio A. Santucci, Bari, Laterza, 1993.
• mwblmIl nipote di Rameau, trad. Maria Grazia Dominici, Vimercate, La spiga, 1994.
• mwbluTrattato sul bello, trad. Guido Neri, a cura di Miklos Nicola Varga, Milano, SE, 1995; nuova ed. Milano, Abscondita, 2001.
• mwblcInterpretazione della natura, a cura di P. Omodeo, Roma, Editori Riuniti 1995.
• mwblkIl sogno di D'Alembert, introduzione di mwbloBenedetta Craveri, Milano, Rizzoli 1996.
• mwblwRicerche filosofiche sull'origine e la natura del bello, a cura di Massimo Modica, Gaeta, Bibliotheca, 1996.
• citerefinterpretazionePensieri sull'interpretazione della natura, Roma, Armando editore, 1996.
• citerefpensieriTommaso Cavallo (a cura di), Pensieri filosofici, Pisa, Jacques e i suoi quaderni, 1998.
• mwbmamwbmeLettera sui ciechi per quelli che ci vedono, a cura di Mirella Brini Savorelli, Firenze, La nuova Italia, 1999.
• mwbmmMystification, o La storia dei ritratti, prefazione di Daria Galateria, Milano, Rosellina Archinto, 2001.
• mwbmuTre racconti, a cura di Ida Cappiello, Macerata, Liberilibri, 2001 (contiene: mwbmyQuesta non è una novella, Madame de la Carliere, Supplemento al Viaggio di Bougainville).
• mwbmgParadosso sull'attore, a cura di Giuseppe Panella e Alessandro Varaldo, Milano, La vita felice, 2002, 2009.
• mwbmoLa religiosa, trad. Susanna Spero, Venezia, Marsilio, 2002.
• mwbmwParadosso sull'attore, a cura di Roberto Rossi, con uno scritto di Yvon Belaval, Milano, Abscondita, 2002.
• mwbm4Pensieri sull'interpretazione della natura ai giovani che si dispongono allo studio della filosofia naturale, trad. Anita Cacciolati, Roma, Aracne, 2004.
• mwbnaL'arte di godere. Testi dei filosofi libertini del XVIII secolo, con mwbneJulien Offray de La Mettrie e altri. Scelta, traduzione e commento a cura di Paolo Quintili, Manifestolibri, Roma 2006.
• mwbnmI gioielli indiscreti, a cura di Riccardo Reim, Roma, Newton Compton, 2008.
• mwbnuL'antro di Platone, a cura di Alfonso M. Iacono, Pisa, ETS, 2009.
• mwbncEncyclopedie di Diderot e d'Alembert: tutte le tavole, trad. Martine Schruoffeneger, Milano, Mondadori, 1993; n. ed. 2009 con prefazione di mwbngPiergiorgio Odifreddi.
• mwbnoParadosso sull'attore, a cura di Paolo Alatri, trad. di Jole Bertolazzi, Roma, Editori Riuniti, 2007.
• mwbnwSupplemento al Viaggio di Bougainville, trad. e cura di Antonio A. Santucci, Roma, Editori Riuniti University Press, 2012.
• mwbn4mwbn8Paradosso sull'attore, a cura di Valentina Sperotto e mwboaAndrea Tagliapietra, Roma, InSchibboleth, 2022.
• mwboiENCICLOPEDIA DEGLI ILLUMINISTI - Antologia tecnica e scientifica, a cura di Claudio Pierini, Cierre Grafica, Verona 2022. ISBN 978-883-210-2635.
• mwbouSulla libertà della stampa, Milano, La Vita Felice 2011. ISBN 9788877993267
• mwbogMemorie per Caterina II, introduzione di Paul Vernière, postfazione di mwbokArmando Torno, traduzione di mwbooMaria Vasta Dazzi, Milano, La Vita Felice 2021. ISBN 9788893465045

Film tratti da opere di Diderot

• mwbo8Perfidia (1945) di Robert Bresson; soggetto cinematografico liberamente tratto da 'Giacomo il fatalista'.
• mwbpemwbpiSusanna Simonin, la religiosa (1966) di mwbpmJacques Rivette, dal romanzo mwbpqLa monaca.
• mwbpymwbpcLa monaca nel peccato (1986) di Dario Donati (pseudonimo di Aristide Massaccesi, noto anche come mwbpgJoe D'Amato), sempre da mwbpkLa monaca.
• mwbpsJacques le fataliste (1993) di Antoine Douchet.
• mwbp0mwbp4La religiosa (2013) di Guillame Nicloux, mwbp8remake del film da mwbqaLa monaca del 1966.

Altre trasposizioni

• mwbqqLa religieuse, fumetto di mwbquGeorges Pichard, sempre da mwbqyLa monaca, Création Art Presse, 1992.
• mwbqgJacques le fataliste et son maître (1984), serie televisiva di Claude Santelli.

Film su Diderot

• mwbqwmwbq0Le Libertin di mwbq4Gabriel Aghion - 2000. Diderot è interpretato da mwbq8Vincent Pérez.

Note

cite-note-fusaro3-11. mwbtamwbteDiego Fusaro (a cura di), mwbtimwbtmDenis Diderot, su mwbtqfilosofico.net. mwbtuURL consultato il 30 dicembre 2013.
cite-note-22. Nel numero delle voci compilate per l'Encyclopédie, Diderot sarà superato da mwbtkLouis de Jaucourt che, tra il 1759 e il 1765, scrisse volontariamente e senza alcun compenso più di 17mwbto 000 voci ossia circa il 25% dell'intera enciclopedia; ciò ne fece il più prolifico tra i suoi colleghi enciclopedisti che lo soprannominarono mwbtsl'esclave de l'Encyclopédie, lo schiavo dellmwbtw'mwbt0Encyclopédie (mwbt4Cfr. Frank A. Kafker: mwbt8Notices sur les auteurs des dix-sept volumes de «mwbua discoursmwbue » de l'Encyclopédie. Recherches sur Diderot et sur l'Encyclopédie. 1989, Volume 7, Numéro 7, p.mwbui 144.
cite-note-33. Madeleine Pinault, mwbuyL'Encyclopédie, Paris, PUF, coll. Que sais-jemwbuc ?, 1993, p. 54.
cite-note-cronologia2-44. mwbxmmwbxqmwbxuChronologie: Denis Diderot Biographie, su mwbxykronobase.org. mwbxcURL consultato l'11 gennaio 2014.
cite-note-didier-55. mwbxsmwbxwDidier Diderot.
cite-note-66. Jean-Pierre Martin, Instrumentation chirurgicale en France. Des origines au XIXe siècle, Éditions L'Harmattan, 2013 (lire en ligne [archive]), p. 116
cite-note-vigneron-77. mwbymmwbyqAngelique Diderot Sr..
cite-note-cronjacq3-88. mwb0qmwb0uIntroduzione a Jacques il fatalista di Diderot,mwb0c Introduzione e cronologia (a cura di P. Bianconi).
cite-note-99. Jacques Floch, Denis Diderot, le bonheur en plus, Éditions de l'Atelier, 1991 (lire en ligne [archive]), p. 12.
cite-note-1010. Marcel Louis, mwb04Le frère de Diderotmwb08 : Didier-Pierre Diderotmwb1a : chanoine de la cathédrale et grand archidiacre du diocèse, fondateur des écoles chrétiennes de Langres, Paris, Champion, 1913 (disp. à la Bibliothèque nationale de France).
cite-note-cronologia3-1111. mwb14mwb18mwb2aChronologie de la vie de Denis Diderot, su mwb2ekronobase.org. mwb2iURL consultato l'11 gennaio 2014.
cite-note-cronologia5-1212. mwb24mwb28mwb3aDenis Diderot, su mwb3ekronobase.org. mwb3iURL consultato l'11 gennaio 2014.
cite-note-cronjacq4-1313. mwb4imwb4mIntroduzione a Jacques il fatalista di Diderot,mwb4u Introduzione, biografia e cronologia (a cura di P. Bianconi).
cite-note-1414. mwb4kmwb4oNoetico,mwb4s 59.
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cite-note-fusaro4-1616. mwb6smwb6wDiego Fusaro, mwb60mwb64Denis Diderot: vita e filosofia, su mwb68filosofico.net. mwb7aURL consultato il 30 dicembre 2013.
cite-note-cita-noetico-60-noetico-harv-s-1717. mwb7ymwb7cNoetico,mwb7g 60.
cite-note-1818. mwb7wEnciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce corrispondente.
cite-note-1919. Indro Montanelli, Roberto Gervaso, mwb8aL'Italia del Settecento, Rizzoli, Milano, 1971., p. 423
cite-note-2020. mwb8qEnciclopedia Garzanti..., ibidem.
cite-note-2121. Franck Salaün (a cura di), mwb8gDiderot Rousseau: un entretien à distance [colloque], Desjonquères, 2006 ISBN 2-84321-082-8 citato da Nathalie Kremer, "Les frères ennemis"
cite-note-antoinette-2222. mwb80mwb84Antoinette Champion.
cite-note-angelique-2323. mwb9imwb9mMarie-Angélique Diderot de Vandeul.
cite-note-cronologia4-2424. mwb-emwb-imwb-mChronologie: Biographie de Denis Diderot, su mwb-qkronobase.org. mwb-uURL consultato l'11 gennaio 2014.
cite-note-2525. mwb-kmwb-oNoetico,mwb-s 58.
cite-note-sophie-2626. mwb-emwb-iSophie Volland.
cite-note-2727. Louise Henriette Volland, soprannominata, da Diderot stesso, "Sophie" (dal greco "sapienza"). La relazione con Sophie Volland è il tema del romanzo mwb-yDie Philosophin di Peter Prange, tradotto in italiano con il poco adatto titolo: mwb-gIl filosofo e la mwb-klibertina, Mondadori 2006. ISBN 88-04-56227-7. Il romanzo presenta anche notevoli parti di fantasia, soprattutto per quanto riguarda la biografia di Sophie.
cite-note-2828. mwb-4mwb-8mwcaaIl passato e il presente nelle opere di Diderot, su mwcaearchiviostorico.corriere.it.
cite-note-2929. Claudio Guidi, mwcauLe donne all'ombra dell'Encyclopédie. D'Alembert, Diderot, Helvétius e Rousseau: come complicarsi la vita familiare, Il Nuovo Melangolo 2019.
cite-note-cita-noetico-65-noetico-harv-s-3030. mwcasmwcawNoetico,mwca0 65.
cite-note-3131. Otis Fellows, mwcbeDiderot Studies, Librairie Droz, 1971 p. 73.
cite-note-3232. Edizione a cura di P.Omodeo, Roma, Editori Riuniti 1995, p.36; in edizione a cura di Paolo Ruffili: mwcbumwcbyDiderot, Pensieri sull'interpretazione della natura,mwcbg p. 54, XIV.
cite-note-cronenc-3333. mwcdaCronologia dell'Encyclopedie.
cite-note-3434. mwcdqmwcduIl sapere del web non si avvicina al sogno di Diderot.
cite-note-3535. mwcdkmwcdoDiderot, Denis, Enciclopedia di Sapere.it
cite-note-3636. mwcd4(mwcd8mwceaFR) mwceemwceiDiderot et Rousseau, su mwcemmwceqMEMO – Voyagez à travers l'Histoire. mwceuURL consultato il 22 maggio 2012 mwcey(archiviato dall'mwcecurl originale il 28 aprile 2015).
cite-note-3737. mwces(mwcewmwce0FR) mwce4mwce8Rousseau et d'Alembert, su mwcfamwcfeMEMO – Voyagez à travers l'Histoire. mwcfiURL consultato il 22 maggio 2012 mwcfm(archiviato dall'mwcfqurl originale il 19 aprile 2015).
cite-note-posthume-3838. mwcfg(mwcfkmwcfoFR) mwcfsmwcfwLe destin posthume de Rousseau, su mwcf0mwcf4MEMO – Voyagez à travers l'Histoire. mwcf8URL consultato il 22 maggio 2012 mwcga(archiviato dall'mwcgeurl originale il 5 luglio 2015).
cite-note-3939. Le confessioni, libro VII.
cite-note-4040. Ernst Cassirer, Il problema Gian Giacomo Rousseau. In Ernst Cassirer, Robert Darnton, Jean Starobinski, Tre letture di Rousseau, a cura di Maria Albanese, Roma-Bari, Laterza, 1994, ISBN 88-420-4402-4., p. 77.
cite-note-cita-noetico-63-noetico-harv-s-4141. mwchimwchmNoetico,mwchq 63.
cite-note-4242. mwchgmwchkNoetico,mwcho 63-64.
cite-note-busnelli-4343. mwciimwcimDenis Diderot su Enciclopedia italiana (1931); articolo di Manlio Duilio Busnelli.
cite-note-4444. Denis Diderot, mwcicSaggio sui regni di Claudio e di Nerone e sui costumi e gli scritti di Seneca (1782), traduzione di Secondo Carpanetto, Luciano Guerci, Sellerio, Palermo, 1987, lib. II, 5 74, pp. 327-28; citato in Domenico Losurdo, mwcigControstoria del liberalismo, Laterza, 2005, p. 133.
cite-note-4545. Vincenzo Barba, Introduzione a Denis Diderot, mwciwL'uomo e la morale, ed. Studio Tesi, Pordenone, 1991, p. LXIV.
cite-note-caterina-4646. mwcjimwcjmmwcjqL'imperatrice e il filosofo: così fallì il sogno illuminato, su mwcjuilgiornale.it.
cite-note-4747. Robert Zaretsky, mwcjkCaterina e Diderot. L'imperatrice, il filosofo e il destino dell'Illuminismo, Hoepli, pagg. 230, 2020
cite-note-4848. D. Diderot, mwcj0Dithrambe sur Féte des Rois.
cite-note-4949. Gerolamo Imbruglia, mwckeFrom Utopia to Republicanism: the case of Diderot, in: mwckiThe invention of modern Republic, Cambridge University Press, 2007, a cura di Annamaria Fontana, pag. 63
cite-note-5050. D. Diderot, mwckyRéfutation suivie de l'ouvrage d'Helvetius intitulé l'Homme, pag. 446
cite-note-5151. D. Diderot, mwckoPages contre un tyran, in mwcksOuvres politiques, pag. 135-138.
cite-note-5252. D. Diderot, mwck8Saggio sui regni di Claudio e Nerone, pag. 25-30; pag. 95.
cite-note-5353. Gerolamo Imbruglia, mwclmDopo l'Encyclopédie: Diderot e la saggezza dell'immaginazione, Studi Settecenteschi, vol. 11-12, 1988-89, pp. 178 e segg.
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Bibliografia

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Studi

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In tedesco

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Voci correlate

• mwcmiIlluminismo
• mwcmqEncyclopédie
• mwcmgLaicismo

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Collegamenti esterni

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